OLBIA. È stato ufficialmente presentato il progetto "Porto Rotondo 2026", in vista dell’importante assemblea in cui i consorziati saranno chiamati a votare per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di rilanciare il borgo gioiello fondato dai conti Donà Dalle Rose e di proiettarlo verso un futuro caratterizzato da tecnologia, sostenibilità ambientale e un profondo coinvolgimento della comunità. L'incontro con la stampa, organizzato nella suggestiva piazza San Marco, è stato introdotto dalla giornalista Stefania Costa, che ha presentato gli ospiti dando il via agli interventi a partire da Edoardo Dona delle Rose. Quest'ultimo ha subito delineato la visione del progetto legandola a una forte eredità personale: "Porto Rotondo per me non è solo un luogo, ma una casa che parte dalla mia storia e dalle mie radici", ha dichiarato, ricordando il nonno Luigi, fondatore del borgo proprio quando aveva la sua stessa età. "Nel creare un luogo del genere ci vogliono diversi passi, ma oggi ci vuole una consapevolezza diversa, con una generazione e strumenti differenti. Non si cancella il passato, ma si porta nuova aria".
Il piano, secondo i suoi promotori, punta a trasformare il consorzio in un ente efficiente, democratico e totalmente aperto, dove ogni categoria possa trovare ascolto attraverso l'istituzione di comitati tecnici. Tra i pilastri operativi figurano sistemi avanzati di gestione per facilitare la vita dei consorziati e una forte impronta ecologica: mobilità green all'interno del borgo e una gestione intelligente del verde per valorizzare la flora locale riducendo il consumo di risorse idriche, con il chiaro obiettivo di diventare un modello di riferimento per il turismo responsabile.
A delineare la necessità di un cambio di passo è stato il manager Raffael Torres, il quale ha sottolineato come i consorziati rappresentino il maggior valore del consorzio stesso. Torres ha evidenziato il bisogno di sintonizzare lo sviluppo di Porto Rotondo con la crescita e l'importante volume di cambiamenti che stanno interessando il Comune di Olbia, stringendo accordi solidi con le istituzioni. La nuova governance proposta da Torres prevede una struttura moderna e settoriale, divisa in comitati specifici: Arte e Cultura; Servizi per la manutenzione, cura del verde e sicurezza; Ospitalità (dedicato a commercianti e ristoratori); e un Comitato Legale specializzato. "Abbiamo già realizzato progetti simili nel Mediterraneo", ha spiegato Torres, richiamando i valori cardine della proposta: onestà, legacy e voglia di fare.
La centralità delle regole e della legalità è stata approfondita dall'avvocato Gabriele Escalar, profondo conoscitore delle dinamiche del borgo. Escalar ha indicato come traguardo fondamentale il passaggio della gestione della rete idrica, delle fognature e dell'illuminazione pubblica direttamente al Comune di Olbia. Una volta liberato da questi compiti, il consorzio manterrà la sua operatività giuridica per concentrarsi sulle funzioni previste dallo statuto: la salvaguardia della natura, la tutela del decoro architettonico e dell'estetica del luogo.
Escalar ha inoltre richiamato con fermezza il rispetto dei regolamenti vigenti per garantire la quiete e la qualità della vita dei residenti e dei villeggianti. Tra i punti chiave: il blocco totale dei cantieri e dei lavori estivi dal 1° luglio al 31 agosto, il controllo delle emissioni sonore (con il divieto assoluto dall'una di notte alle dieci del mattino, ribadendo che Porto Rotondo non può essere la sede dello sballo notturno), il potenziamento della vigilanza diurna e notturna con telecamere distribuite anche fuori dal borgo per evitare situazioni fuori controllo, e un'organizzazione puntuale della raccolta rifiuti porta a porta con l'utilizzo di mastelli anche nelle ville.Al progetto partecipa attivamente anche l'imprenditore Raimondo Ziruddu, che ha confermato la validità del programma condiviso con Torres: "Con Raffael abbiamo condiviso diversi progetti di sviluppo e riposizionamento; non potevo non accettare l'invito per dare gambe e mettere a terra il programma che abbiamo stilato insieme per Porto Rotondo".
Nelle conclusioni, Raffael Torres ha tracciato la rotta per il posizionamento internazionale e di alto livello del borgo. L'intenzione è quella di collaborare strettamente con la Marina, la fondazione di Porto Rotondo e lo Yacht Club, creando eventi internazionali per allungare la stagione turistica. Attraverso agenzie specializzate nel settore dell'ospitalità, l'obiettivo è compiere un salto definitivo verso il mercato del luxury, valorizzando il patrimonio delle ville di lusso e potenziando l'offerta artistica e culturale per portare a compimento il percorso iniziato molti anni fa. "Abbiamo la Ferrari, ci mancano la benzina e le gomme, ma ci arriveremo", ha concluso Torres. La parola passa ora ai consorziati, attesi al voto di luglio per decidere il futuro della governance di Porto Rotondo.
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