OLBIA. La quarta edizione del Festival dell’Aerospazio di Olbia entra nel vivo, dedicando la sua seconda giornata all'esplorazione di temi cruciali come la meteorologia spaziale, l'utilizzo delle risorse extraterrestri e le tecnologie necessarie per garantire una presenza umana sostenibile sulla Luna e su Marte. L'evento, organizzato da ASTEC in collaborazione con la Regione Sardegna, il Comune di Olbia, il Cipnes Gallura e UniOlbia, ha portato al Museo Archeologico un appuntamento di assoluto rilievo nazionale: la tappa sarda degli Stati Generali della Space Economy.
L’economia dello spazio assume infatti un ruolo sempre più strategico per la Regione Sardegna, che punta a valorizzare l'innovazione e le eccellenze del territorio. Come ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore a Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni, l'isola ambisce a candidarsi come vero e proprio hub del Mediterraneo nel settore aerospaziale. Questo obiettivo è supportato da investimenti mirati, che includono l'utilizzo delle risorse del Fondo europeo per lo Sviluppo regionale, e dall'applicazione della strategia di specializzazione intelligente (S3). Il Festival rappresenta dunque un'opportunità fondamentale per far interagire gli attori del settore e per creare una solida rete tra imprese, coordinata dalla Regione. In questo contesto, l'istruzione e lo sviluppo di startup innovative sono considerati elementi chiave per trattenere e attrarre talenti qualificati sull'isola.
Le competenze di altissimo livello del territorio sardo sono state confermate anche da Giacomo Cao, professore ordinario dell’Università di Cagliari e presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS). La regione, infatti, possiede competenze specifiche già coperte da brevetti internazionali concessi in Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone e India, e partecipa attivamente con il proprio know-how al programma "Small Mission to Mars", il cui traguardo è fissato per il 2035. A questo si aggiunge la presenza strategica di due delle sole tre piattaforme di test europee per motori di razzi vettore a propellente solido e liquido, situate a Capo San Lorenzo e a Perdasdefogu, oltre alla forte capacità dimostrata in questi tredici anni di attrarre importanti risorse finanziarie a livello nazionale.
Proprio il tema delle risorse è stato al centro della tappa olbiese degli Stati Generali della Space Economy, promossa dall’Intergruppo parlamentare presieduto dal deputato Andrea Mascaretti. Il dibattito si è focalizzato sull'ISRU (In-Situ Resource Utilization), ovvero la possibilità di sfruttare elementi come acqua, ossigeno, materiali da costruzione e propellenti direttamente sul luogo dell'esplorazione spaziale, riducendo così la dipendenza dai trasporti provenienti dalla Terra. Mascaretti ha elogiato il potenziale dell'industria spaziale italiana e le ambizioni del distretto sardo, sottolineando come la vasta presenza di giovani al Festival rappresenti una garanzia per i futuri successi del Paese in questo ambito. Il panel dedicato, moderato dalla direttrice di Formiche Flavia Giacobbe, ha visto la partecipazione di figure di spicco come Rocco Gigliotti di MR8, Daniele Donati dell'Aeronautica militare e Andrea Preve di AVIO.
Un contributo di eccezionale rilievo alla discussione è arrivato dall'astronauta Luca Parmitano, intervenuto in collegamento da Houston dove è in fase di addestramento per la storica missione Artemis III. Parmitano ha spiegato che, ancor prima di poter estrarre risorse dal suolo lunare, il vero salto tecnologico consisterà nella creazione di infrastrutture di superficie e nello sviluppo di sistemi capaci di trasportare carichi importanti sul nostro satellite.
Ad arricchire la visione sul futuro dell'esplorazione è stata poi l'esperienza di Meganne Christian, ingegnera e ricercatrice australiana selezionata nella riserva degli astronauti dell’ESA nel 2022. Accolta da un enorme successo e da scroscianti applausi da parte dei tantissimi studenti presenti, la Christian ha ripercorso la sua carriera, dalla ricerca sul grafene al CNR di Bologna fino all'anno trascorso nella Stazione Concordia in Antartide. Questo ambiente estremo, con temperature vicine ai -100 gradi, presenta condizioni di isolamento per molti aspetti analoghe a quelle di una futura missione interplanetaria. Dialogando con i ragazzi, l'astronauta ha ricordato che non esiste un unico percorso predefinito per arrivare a lavorare nello spazio, ma che curiosità, resilienza, capacità di problem solving e attitudine al lavoro di squadra restano elementi irrinunciabili. Ha inoltre sottolineato come la microgravità apra possibilità rivoluzionarie anche per la Terra, ad esempio nella produzione di semiconduttori più puri, nella stampa 3D di tessuti e nello sviluppo di nuovi farmaci.
Il rapporto con le scuole e le discipline STEM ha rappresentato una costante per tutto l'evento. Grande attenzione è stata riservata al panel "Polvere di STEM…From girls", che ha dato voce a scienziate del calibro di Paola Catapano del CERN, Luisella Giulicchi dell'ESA e Ilaria Cinelli di AIKO. Le sessioni mattutine sono poi proseguite con approfondimenti sul monitoraggio della meteorologia spaziale a cura del colonnello Daniele Mocio e sulla divulgazione con l'ingegnera aerospaziale Giulia Bassani, culminando nel pomeriggio con la premiazione del concorso di idee "Abilitare il futuro".
Il Festival si appresta ora a concludersi nella giornata di sabato 3 ottobre, riportando il dibattito saldamente sul territorio: dopo i saluti istituzionali del deputato Salvatore Deidda, la giornata finale esplorerà i progetti, gli investimenti e lo sviluppo dell'aerospazio in Sardegna, puntando i riflettori sulle nuove opportunità occupazionali e sui percorsi universitari che scriveranno il futuro dell'isola.
L’economia dello spazio assume infatti un ruolo sempre più strategico per la Regione Sardegna, che punta a valorizzare l'innovazione e le eccellenze del territorio. Come ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore a Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni, l'isola ambisce a candidarsi come vero e proprio hub del Mediterraneo nel settore aerospaziale. Questo obiettivo è supportato da investimenti mirati, che includono l'utilizzo delle risorse del Fondo europeo per lo Sviluppo regionale, e dall'applicazione della strategia di specializzazione intelligente (S3). Il Festival rappresenta dunque un'opportunità fondamentale per far interagire gli attori del settore e per creare una solida rete tra imprese, coordinata dalla Regione. In questo contesto, l'istruzione e lo sviluppo di startup innovative sono considerati elementi chiave per trattenere e attrarre talenti qualificati sull'isola.
Le competenze di altissimo livello del territorio sardo sono state confermate anche da Giacomo Cao, professore ordinario dell’Università di Cagliari e presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS). La regione, infatti, possiede competenze specifiche già coperte da brevetti internazionali concessi in Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone e India, e partecipa attivamente con il proprio know-how al programma "Small Mission to Mars", il cui traguardo è fissato per il 2035. A questo si aggiunge la presenza strategica di due delle sole tre piattaforme di test europee per motori di razzi vettore a propellente solido e liquido, situate a Capo San Lorenzo e a Perdasdefogu, oltre alla forte capacità dimostrata in questi tredici anni di attrarre importanti risorse finanziarie a livello nazionale.
Proprio il tema delle risorse è stato al centro della tappa olbiese degli Stati Generali della Space Economy, promossa dall’Intergruppo parlamentare presieduto dal deputato Andrea Mascaretti. Il dibattito si è focalizzato sull'ISRU (In-Situ Resource Utilization), ovvero la possibilità di sfruttare elementi come acqua, ossigeno, materiali da costruzione e propellenti direttamente sul luogo dell'esplorazione spaziale, riducendo così la dipendenza dai trasporti provenienti dalla Terra. Mascaretti ha elogiato il potenziale dell'industria spaziale italiana e le ambizioni del distretto sardo, sottolineando come la vasta presenza di giovani al Festival rappresenti una garanzia per i futuri successi del Paese in questo ambito. Il panel dedicato, moderato dalla direttrice di Formiche Flavia Giacobbe, ha visto la partecipazione di figure di spicco come Rocco Gigliotti di MR8, Daniele Donati dell'Aeronautica militare e Andrea Preve di AVIO.
Un contributo di eccezionale rilievo alla discussione è arrivato dall'astronauta Luca Parmitano, intervenuto in collegamento da Houston dove è in fase di addestramento per la storica missione Artemis III. Parmitano ha spiegato che, ancor prima di poter estrarre risorse dal suolo lunare, il vero salto tecnologico consisterà nella creazione di infrastrutture di superficie e nello sviluppo di sistemi capaci di trasportare carichi importanti sul nostro satellite.
Ad arricchire la visione sul futuro dell'esplorazione è stata poi l'esperienza di Meganne Christian, ingegnera e ricercatrice australiana selezionata nella riserva degli astronauti dell’ESA nel 2022. Accolta da un enorme successo e da scroscianti applausi da parte dei tantissimi studenti presenti, la Christian ha ripercorso la sua carriera, dalla ricerca sul grafene al CNR di Bologna fino all'anno trascorso nella Stazione Concordia in Antartide. Questo ambiente estremo, con temperature vicine ai -100 gradi, presenta condizioni di isolamento per molti aspetti analoghe a quelle di una futura missione interplanetaria. Dialogando con i ragazzi, l'astronauta ha ricordato che non esiste un unico percorso predefinito per arrivare a lavorare nello spazio, ma che curiosità, resilienza, capacità di problem solving e attitudine al lavoro di squadra restano elementi irrinunciabili. Ha inoltre sottolineato come la microgravità apra possibilità rivoluzionarie anche per la Terra, ad esempio nella produzione di semiconduttori più puri, nella stampa 3D di tessuti e nello sviluppo di nuovi farmaci.
Il rapporto con le scuole e le discipline STEM ha rappresentato una costante per tutto l'evento. Grande attenzione è stata riservata al panel "Polvere di STEM…From girls", che ha dato voce a scienziate del calibro di Paola Catapano del CERN, Luisella Giulicchi dell'ESA e Ilaria Cinelli di AIKO. Le sessioni mattutine sono poi proseguite con approfondimenti sul monitoraggio della meteorologia spaziale a cura del colonnello Daniele Mocio e sulla divulgazione con l'ingegnera aerospaziale Giulia Bassani, culminando nel pomeriggio con la premiazione del concorso di idee "Abilitare il futuro".
Il Festival si appresta ora a concludersi nella giornata di sabato 3 ottobre, riportando il dibattito saldamente sul territorio: dopo i saluti istituzionali del deputato Salvatore Deidda, la giornata finale esplorerà i progetti, gli investimenti e lo sviluppo dell'aerospazio in Sardegna, puntando i riflettori sulle nuove opportunità occupazionali e sui percorsi universitari che scriveranno il futuro dell'isola.
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione


