Pichetto Fratin a La Maddalaena: "Parco da tutelare e basta all'overtourism"

OLBIA. Garantire la tutela del paesaggio senza rinunciare alla vivibilità economica e, al contempo, allontanare lo spettro di un deposito di scorie nucleari nell'Isola. È il doppio binario tracciato dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al Circolo Ufficiali della Marina Militare per celebrare i trent'anni della fondazione del Parco Nazionale dell'arcipelago di La Maddalena.La sfida principale per i 25 Parchi nazionali italiani, secondo il ministro, risiede nel trovare il giusto equilibrio tra la rigida conservazione degli ecosistemi e la sostenibilità economica delle comunità locali. Un obiettivo che passa per un rafforzamento dei controlli, ma che richiede prima di tutto una responsabilità diffusa: "Il controllo è dato anche dall'attenzione che quotidianamente ognuno di coloro che vivono nel territorio deve avere", ha sottolineato Fratin.

 Le recenti stagioni estive, segnate da un overtourism che ha messo a dura prova le coste sarde, impongono tuttavia nuove contromisure. Il sovraffollamento marittimo, con decine di natanti che hanno invaso le calette maddalenine sfidando in molti casi i divieti posti a tutela di gioielli fragili come la Spiaggia Rosa di Budelli, porterà a una stretta. L'eccesso di affluenza, ha avvertito il ministro, condurrà inevitabilmente a una regolamentazione più severa e, dove necessario, alla chiusura degli accessi.

 A margine dell'evento istituzionale — che ha visto la partecipazione della presidente dell'Ente Parco, Rosanna Giudice, e del vicepresidente della Regione Sardegna, Giuseppe Meloni — l'attenzione si è spostata sul delicato tema del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. Su questo fronte, le parole di Fratin smorzano le tensioni locali: "Mi sembra assurdo far viaggiare le scorie fino in Sardegna". Pur ribadendo che i materiali ad alta intensità richiedono spazi limitati, stimabili in circa 200 metri quadri collocabili in qualsiasi area non sismica, il ministro ha definito l'attuale dibattito sul coinvolgimento dell'isola più una questione di "animazione" che un'ipotesi realmente fondata.

 L'iter per individuare il luogo di stoccaggio definitivo proseguirà nei prossimi anni seguendo le procedure stabilite, ha precisato Fratin, delineando infine un paradosso legato alla gestione ordinaria: mentre si teme l'arrivo di scorie nucleari, i normali rifiuti speciali prodotti quotidianamente dalle strutture ospedaliere sarde sono attualmente costretti a compiere il percorso inverso, viaggiando verso il continente per lo smaltimento.

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