Zamira e l'uomo a colori

11/07/2016 - 22444 visualizzazioni
di Rita Careddu dal blog Porto Cervo Lifestyle

Qualunque genitore di ultima generazione sa che la chiusura delle scuole coincide con una fitta rete di impegni che neppure il Papa riuscirebbe a gestire. Ai miei tempi si diceva una poesia e poi iniziava, con ragionevole anticipo, l’estate. Oggi ci sono recite, musical, pizzate, conferenze, feste, canti, balli, raduni, tornei, diplomi, parate e una maratona, quella di noi mamme.

In tutto questo il blog, la mia ultima creatura, mi guarda con gli occhi di chi sa che potrebbe essere la prossima vittima, sacrificata a quella chimera che un tempo chiamavo riposo.

Ditemi voi in che pasticcio mi sono cacciata!

Decido di fare un giro alla Promenade du Port giocando a Tetris con i miei mille pensieri.

Durante l’attesa, come un surfista che aspetta l’onda perfetta, trovo un angolo accogliente e mi siedo al Zamira lounge e inizio la pesca miracolosa nel mio zaino “ciccione”. Baby pannolini, salviette, ciucci, macchinine, un dente (un dente!?!), caramelle e poi, finalmente, la trovo.

La mia moleskine.

Faccio un respiro profondo e mi costringo a concentrarmi, con calma, partendo da capo.

Rimango per un pò sospesa tra i miei pensieri, con la brezza di mare che mi accarezza i capelli e il profumo d’estate che si avvicina.

Alle mie spalle sento una voce familiare “ciao Rita, benvenuta”

Mi giro e ancora travolta dai ricordi riconosco un amico in quel benvenuto “ciao Dino, come stai?”

Dino, mente e cuore del Zamira, ha lavorato per 27 anni in una delle strutture più rinomate della Costa Smeralda. Oggi ha cambiato vita.

É un uomo affascinante, di grande esperienza e trasmette un entusiasmo contagioso per la vita. Ecco, Dino è un uomo a colori.

Mi racconta di aver lasciato la sua vecchia vita per cercare una nuova prospettiva. Per un’idea. Per un sogno, dice lui “per sentirsi giovane” anche se in realtà non ha mai smesso di esserlo. Lo ascolto incantata mentre intesse le fila di un racconto che mi fa sognare. E mi sorprendo a vedere la mia Moleskine che, nel frattempo, si riempie di parole.

Mentre parla mi guardo intorno. Il sole lentamente cala alle mie spalle e Il locale si riempie per l’aperitivo, allo Zamira sembra di essere magicamente piombati in pieno agosto. Le persone aspettano in piedi che si liberi un tavolo. C’è chi ride. Chi chiacchiera. Chi è già vestito per la cena e chi ha ancora la salsedine addosso.

La mia pausa di riflessione si è trasfigurata, diventando il più entusiasmante degli aperitivi. Ma i ritmi della movida sono rallentati e trovo finalmente il tempo per concedermi un lusso quasi dimenticato: mi rilasso.

Osservo gli arredi ricercati, la cura del locale, gli aperitivi serviti con tanti assaggini deliziosi, tutto sembra trovare il suo spazio ideale e niente è lasciato al caso. In ogni oggetto, in ogni bottiglia, persino nella collezione di shaker si percepisce l’animo ricercato del suo variopinto autore.

Realizzo che le atmosfere crepuscolari hanno poggiato un velo di sottile cambiamento nelle abitudini dei commensali, cambiano i profumi, si accendono le candele e i sapori sembrano più intensi. In questa danza dei sensi, sembra che Zamira custodisca l’ancestrale segreto di quel luogo dove anche le piccole cose diventano improvvisamente grandi.

Le pagine della Moleskine sono fitte di parole e in cuor mio so già che racconterò del bello che si può nascondere in un aperitivo consumato quasi per caso, in un angolo di mondo dove al caso niente è lasciato.

“Perché Zamira? ” Chiedo

Dino sorride. E tace.

Da eterna sognatrice, leggo in quel silenzio mille storie, dal tormentato amore di una principessa araba per un garzone a quella di un diamante chiamato così da un principe che rincorreva una donna apparsa in sogno. E dietro di loro la veglia di un uomo, custode di segreti inconfessabili, di storie da “Mille e una notte” che tutto osserva e protegge nel bagaglio delle memorie.

Chissà quante vite vissute, quanta gente incontrata, quante lingue parlate, chissà quanti aneddoti, quante storie Dino potrebbe raccontarci.

Mentre queste fantasie si rincorrono nei meandri della mia mente, sento l’inconfondibile suono di un tappo e con un sussulto torno alla realtà. Ecco le bollicine versate sul mio flute.

E allora, non mi rimane che gustare il mio aperitivo nel totale relax di questa atmosfera magica.

Ai sogni, a quelli belli, penserò stanotte …..naturalmente se la squadra lo consente!

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